ASTRONEWS E APPROFONDIMENTI - 2023
2023/12/28
News dal Cosmo
RIFLESSI DI SUPERNOVE: una delle più curiose conseguenze indotte dal gravitational lensing prodotto dagli ammassi di galassie sulla luce proveniente da oggetti loro retrostanti è certamente la produzione di più immagini multiple degli stessi: remote galassie, così come supernovae in esse contenute, oltre che apparire distorte e amplificate nel loro flusso luminoso a causa della deflessione del tessuto spazio-temporale indotto dell’enorme massa (la maggior parte della quale invisibile ai nostri strumenti) degli ammassi galattici, possono apparire come riflessi ridondanti multipli esattamente come accadrebbe in una stanza degli specchi.
Ad oggi, non sono purtroppo molti gli esempi di immagini multiple di supernove prodotte da gravitational lensing; tuttavia, la remotissima ed anonima galassia MRG-M0138, situata dietro l’ammasso galattico MACS J0138.0-2155, è l’unico oggetto ad aver offerto, nell’arco di soli 7 anni, l’apparizione di ben due differenti supernove accompagnate dai rispettivi riflessi: due nel caso della supernova “Requiem” ed uno per la supernova “Encore”, così come sono state definite dalla comunità astronomica le due supernove, la prima osservata dal telescopio spaziale Hubble (NASA/ESA) nel 2016 e la seconda nel 2023 dal telescopio spaziale James Webb (NASA/CSA/ESA).
Stando al gradiente di luminosità e alla distribuzione di gas freddo che circonda l'ammasso MACS J0138.0-2155, alcuni studi danno per certa l'apparizione di un quarto riflesso della supernova Encore nel 2035. Attenderemo per vedere se la previsione sarà verificata.
A parte tutto, MRG-M0138 dista la bellezza di oltre 10 miliardi di anni-luce dalla Galassia: dopo questo lunghissimo viaggio, saranno stanchi i fotoni che ci hanno raccontato di queste supernove fantasma?
Crediti dell'immagine:
HST: NASA/ESA/STScI/Steve A. Rodney (University of South Carolina), Gabriel Brammer (Cosmic Dawn Center/Niels Bohr Institute/University of Copenhagen)
JWST: NASA/ESA/CSA/STScI/Justin Pierel (STScI), Andrew Newman (Carnegie Institution for Science)

2023/12/24
I NOSTRI AUGURI CON L'ALBERO DI NATALE COSMICO: il Centro Studi Astronomici Antares Trieste augura un felice natale a tutti i nostri followers con questa appropriata e stupenda istantanea, realizzata dal nostro fotografo Aleš Ferluga, della cosiddetta nebulosa “albero di natale”, oggetto che come molti altri gioca parte della sua notorietà sulla pareidolia, richiamando la forma di un albero addobbato con luci natalizie: quelle dell’ammasso stellare aperto NGC2264, nate da un complesso nebulare lontano almeno 2.350 anni-luce dal Sistema Solare e si estende nello spazio per circa 30 anni-luce. Questo sistema che raccoglie nubi di gas e polveri è talmente esteso che l’immagine pubblicata è solo una piccola parte di esso; a breve, pubblicheremo la splendida immagine integrale corredata di descrizione. Le stelle bianco-azzurre, visibili all'interno della nebulosa a emissione, sono parte dell'associazione Monoceros OB1; pur evidenti, la loro luce è pesantemente oscurata dalle dense nubi di polvere, le stesse che continuano a produrre nuove stelle.
Dati tecnici della ripresa: autore: Aleš Ferluga; telescopio: rifrattore Askar FRA600 provvisto di riduttore ad F/3,9; camera: ZWO ASI 2600MC Pro raffreddata a -10°; pose: 10x600s; filtro: Idas lps d1

2023/12/18
IL SISTEMA DI URANO COME MAI VISTO PRIMA
In attesa di future missioni robotiche lanciate per raggiungere il “gigante di ghiaccio” Urano, per ora dobbiamo accontentarci di questa straordinario collage di immagini riprese dal telescopio spaziale James Webb (NASA/CSA/ESA).
Lontano attualmente oltre 2 miliardi e 800 milioni di chilometri dalla Terra, il settimo pianeta in ordine di distanza dal Sole era già stato fotografato dal telescopio spaziale, ad inizio del corrente anno, nel vicino e medio infrarosso con le speciali camere installate a bordo; a questa prima ripresa, di recente ne è stata aggiunta una, effettuata lo scorso 4 settembre fornendo, in tal modo, nuovi e maggiori dettagli sull’enigmatico pianeta che avanza lungo la sua orbita inclinato di ben 98° sul suo asse assieme al suo sistema di 13 anelli, composti da materiale fine e scuro, probabilmente polvere derivata da urti tra satelliti.
Vi sono poi le numerose lune uraniane, ben 27 in totale: nella prima immagine risultano visibili le più interne (Rosalind, Puck, Belinda, Desdemona, Cressida, Bianca, Portia, Juliet e Perdita) mentre nella seconda, ripresa ad ampio campo, le altre 14 lune, più esterne e di maggiori dimensioni (Oberon, Titania, Umbriel, Juliet, Perdita, Rosalind, Puck, Belinda, Desdemona, Cressida, Ariel, Miranda, Bianca e Portia). Nella stessa ripresa ad ampio campo fanno da sfondo numerose e remote galassie.
Urano venne velocemente visitato, nell’aprile del 1986, dalla sonda robotica Voyager 2, nelle riprese della quale appariva come palla di colore acquamarina e quasi del tutto priva di dettagli; nell’infrarosso, il lontano pianeta appare nelle recenti riprese di JWST in una veste alquanto diversa ed estremamente dinamica: caratteristiche che risentono della lunghezza delle stagioni su questo pianeta, ognuna lunga ben 21 anni.
Rivolta verso il Sole è attualmente la calotta polare nord del pianeta, che sembra diventare più prominente quando il polo del pianeta punta verso il Sole ovvero in prossimità del solstizio, che verrà raggiunto nel 2028: in vista del solstizio, la calotta polare sta quindi ricevendo sempre maggiore energia da parte della nostra stella. Ricordiamo velocemente che le nubi di Urano sono formate quasi sicuramente da cristalli di metano e vengono spinte da venti che soffiano da 140 fino a 570 chilometri all'ora.
Nell’immagine, la luminosa calotta polare è avvolta da una fascia scura situata a latitudini più basse; ben visibili anche diverse tempeste, situate nei pressi del confine meridionale della calotta, il cui numero, frequenza e punto di apparizione potrebbero essere dovuti combinazioni di effetti stagionali e meteorologici.
Crediti delle immagini: Credits: NASA, ESA, CSA, STScI
2023/12/15
Cielo profondo
M50: l’area racchiusa entro il noto asterismo detto “triangolo invernale”, delineato dalle stelle di prima grandezza Sirius (α Canis Maioris), Procyon (α Canis Minoris) e Betelgeuse (α Orionis), ben visibile di prima sera a partire da questo periodo, è interessantissima da esplorare attraverso l’uso di strumenti non impegnativi quali binocoli del tipo 7x50, 8x30 e 10x50 ma anche con telescopi di modesta apertura. Questa è, a tutti gli effetti, una delle aree più affascinanti dell’intera volta celeste, dal momento in cui la Via Lattea è intrisa da vaste nubi di idrogeno dalle quali si formano nuove generazioni di stelle, spesso riunite in ammassi. Uno di questi è M50 in Monoceros, del quale pubblichiamo questa splendida ripresa ad opera del nostro fotografo Fabrizio Honovich, effettuata ieri sera in concomitanza con l’osservazione dello sciame meteorico delle Gemindi.
Esteso apparentemente per 16’, M50 è lontano poco meno di 3.000 anni-luce dal Sistema Solare e si estende nello spazio per circa 18 anni-luce. Vecchio di 140 milioni di anni, questo bellissimo gruppo conta oltre 200 componenti (addirittura 500 secondo alcuni autori), è quasi sicuramente parte dell'associazione stellare Canis Major OB1. Con una massa complessiva superiore a 285 volte quella del Sole, esibisce una densità stellare media di circa 1,3 stelle per parsec cubo. M50 è stupendo all’osservazione diretta al telescopio, dove è possibile notare, circa 7' a sud del centro, una gigante rossa il cui colore contrasta con le restanti stelle bianco-azzurrine ed altre giallognole: certamente, M50 riserva una tra le più incantevoli visioni regalate dagli ammassi stellari visibili attraverso strumenti di modesta apertura, anche considerando il ricco campo stellare circostante.
Ricordiamo velocemente che gli ammassi stellari di tipo aperto sono gruppi che comprendono generalmente dalle decine alle centinaia di componenti, stelle che convivono in spazi ridotti a causa della mutua attrazione gravitazionale che tiene tali entità coese lungo le loro orbite attorno al centro della Galassia. La densità delle stelle che costituiscono gli ammassi aperti è centinaia di volte superiore alla zona nella quale è presente il Sole, dove si contano circa 50 stelle entro un raggio di 15 anni-luce dal Sistema Solare. Più un ammasso stellare è vecchio e più è probabile che abbia letteralmente perso per strada alcune delle stelle componenti originarie, strappate solitamente a causa di interazioni gravitazionali con altri sistemi dello stesso tipo, la presenza di nubi gassose o polverose vicine alla traiettoria dell’ammasso nonché gli stessi venti stellari emessi dalle componenti massicce e le onde d’urto causate dall’esplosione di supernovae al loro interno. Tuttavia, anche le stelle disperse continuano a manifestare alcune caratteristiche originali del loro moto comune con l’ammasso, oltre che esibire stessa composizione chimica ed età.
Alla pari delle rotaie di una ferrovia, che per prospettiva sembrano convergere, anche le stelle di un ammasso si muovono verso uno stesso punto comune mentre esso si allontana, sebbene le loro traiettorie siano parallele; questa speciale caratteristica è stata utilizzata, assieme alla velocità di allontanamento dal Sole delle singole stelle misurata per effetto Doppler, per stimare la distanza degli ammassi stellari aperti. Solitamente, gli ammassi stellari più giovani hanno una netta dominanza cromatica bluastra indotta dalla presenza di caldissime stelle calde massicce che sono anche quelle intrinsecamente più luminose, rendendosi visibili anche a decine di migliaia di anni-luce di distanza; la loro luminosità è tale da oscurare, letteralmente, quella di stelle molto più piccole, pur appartenenti allo stesso gruppo. Come noto, sono proprio le stelle più massicce ad evolvere più velocemente, divenendo nel giro di pochi milioni di anni giganti o supergiganti rosse, in netto contrasto cromatico con il resto delle stelle componenti gli ammassi stellari aperti.
Dati tecnici della ripresa
autore: Fabrizio Honovich (Centro Studi Astronomici Antares Trieste); luogo della ripresa: Basovizza (TS); telescopio: rifrattore Omegon 90/500 mm; montatura: Explore Scientific; camera: ZWO ASI183MC Pro; singola posa da 60"; elab: DSS, Siril

2023/12/12
CONFERENZA
VERSO LE GEMINIDI 2023: GUIDA ALL'OSSERVAZIONE
relatore: Lovro Pavletić (Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Akademsko Astronomsko Društvo - Rijeka)
Abstract: le Geminidi sono conosciute come lo sciame meteorico "regolare" più attivo nel corso dell'anno. Esse differiscono da altri sciami noti in quanto il loro corpo progenitore è una cometa cosiddetta "estinta", 3200 Phaeton. Quest'anno il picco delle Geminidi è previsto accadere il 14 dicembre alle ore 3:00 UT; tuttavia, le meteore saranno ben visibili anche dopo le 22, quando il radiante, situato in Gemini, sarà alto oltre 45° sull'orizzonte.
In questa presentazione, tenuta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste per i soli soci, scopriremo alcune curiosità su questo sciame ingiustamente trascurato all'ombra delle Perseidi, e dimostreremo come osservare correttamente ad occhio nudo questo spettacolo del cielo di fine autunno.
Alla fine, verrà mostrato come inserire i dati utili nel sito web dell'Organizzazione Meteorica Internazionale (IMO) ed elaborare, in tal modo, i risultati ottenuti.
Inizio alle ore 21.

2023/12/09
Sistema Solare
LA COMETA DI HALLEY AL GIRO DI BOA: nelle profondità del Sistema Solare, a 5,3 miliardi di chilometri dalla Terra, ben oltre l'orbita del pianeta Nettuno, un piccolo corpo composto da sostanze volatili ghiacciate mescolate a detriti di polveri e minerali, alle ore 21 locali di ieri sera ha raggiunto il punto più lontano dal Sole nella sua orbita, lunga 76 anni. Si tratta di una cometa periodica, ma non una comune: bensì, il primo oggetto di questo tipo del quale venne predetto il ciclico ritorno; e proprio per questo singolare primato, essa porta il numero 1 nella lista delle comete periodiche. E il suo nome è indissolubilmente associato alle comete: parliamo di 1P/Halley, l'unica cometa a breve periodo tra quelle note a rendersi regolarmente visibile ad occhio nudo ogni qualvolta passa dalle nostre parti, in prossimità del raggiungimento del punto più vicino al Sole della sua orbita. Nonché l'unica, tra le comete periodiche, che può apparire due volte nell'arco di una vita umana media.
L'ultima volta accadde nell'aprile del 1986; tuttavia, le comete sono corpi ben noti per la loro imprevedibilità e, nel suo ultimo passaggio nei pressi della Terra, il tanto atteso ritorno della Halley dopo la grandissima visibilità esibita nel 1910 fu un vero flop, sia perché non raggiunse una considerevole luminosità apparente, sia perché essa appariva bassa sull'orizzonte meridionale prima dell'alba. L'occasione fu comunque propizia per tre sonde robotiche che vennero inviate verso il nucleo della cometa; tra queste, indimenticabili i risultati ottenuti dalla Giotto (ESA), che il 13 marzo 1986 si avvicinò a soli 596 chilometri da essa, riprendendo per la prima volta nella storia delle straordinarie foto di un nucleo attivo di una cometa (...un anticipo di ciò che Rosetta avrebbe osservato, solo nel 2014, su 67P/Churyumov-Gerasimenko).
Nel remoto punto dove oggi si trova, proiettata sulle stelle di Hydra, Halley si muove silenziosamente, ad una velocità di circa 0,91 chilometri al secondo. Da quella enorme distanza - lo ripetiamo, 5,3 miliardi di chilometri - il Sole splende di magnitudine apparente -19, apparendo circa 250 volte più luminoso della Luna piena; eppure, nonostante il flusso di luce ricevuto e nonostante il fatto che il suo nucleo sia composto da ghiaccio, teoricamente riflettente, la magnitudine stimata della cometa di Halley è +35 (!), valore che la rende ben al di fuori della portata non solo dei telescopi amatoriali ma anche di quelli prettamente professionali!
Nei prossimi decenni, Halley transiterà da Hydra in Canis Minor, raggiungendo la luminosa Procyon (α Canis Minoris) nel 2050; e a quell'epoca dovremo ancora attendere altri 11 anni, quando il 28 luglio 2061 Halley raggiungerà nuovamente il perielio, svelandosi bassa a nord-ovest e al crepuscolo per gli osservatori dell'emisfero settentrionale.
2023/11/30
Astrofisica
LA VARIABILITÀ DI BETELGEUSE: Betelgeuse (α Orionis) è una tra le meglio studiate stelle di tipo supergigante rossa, principalmente a causa dell'elevata luminosità apparente e del diametro angolare che sottende il suo enorme involucro gassoso da 642 anni-luce (valore ridefinito con dati GAIA-NASA) di distanza dal Sistema Solare.
Come tutte quelle appartenenti a tale categoria, sistemi massicci che hanno perso equilibrio idrostatico, anche Betelgeuse esibisce una variabilità nella sua luminosità apparente indotta da pulsazioni con uno o più armonici (differenti da quelle esibite dalle variabili pulsanti di tipo Mira, che generalmente pulsano secondo una sola modalità armonica).
Nello specifico, la periodicità nei cambiamenti di luminosità (che possono andare da qualche decina ad oltre 2.000 giorni) vengono accompagnati e, a volte, addirittura interrotti da varie irregolarità, con ampiezze anche di diverse magnitudini nel visuale.
Il valore "medio" della luminosità apparente di Betelgeuse è 0,5 magnitudini ma attorno a questo valore la stella oscilla con imprevedibili fluttuazioni che sembrano avvenire in due distinti periodi lunghi, rispettivamente, 150 e 300 giorni.
E non è tutto: osservando la curva di luce di Betelgeuse su scale temporali più ampie, è possibile cogliere un ulteriore ciclo di variazione della sua luminosità apparente, ancor più lungo, essendo compreso tra 2070-2355 giorni ovvero quasi 6 anni.
Betelgeuse è le più grandi stelle conosciute nella Galassia, tanto che nelle misurazioni effettuate dall'interferometro Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), essa appare larga oltre 1.400 volte il nostro Sole: idealmente posta al centro del Sistema Solare, gli strati più esterni dell'atmosfera di Betelgeuse oltrepasserebbero l'orbita di Giove per spingersi verso quella di Saturno! Ricordiamo brevemente che Betelgeuse è letteralmente immersa in una sorta di gusci gassoso asimmetrico, largo oltre 250 volte il suo diametro (!), causato dalla perdita di massa, fenomeno caratteristico di stelle evolute e rarefatte come le supergiganti rosse. Ad ogni modo, durante le pulsazioni (che inducono variabilità nel flusso luminoso a causa della variazione della superficie emissiva della stella), il suo diametro può variare di circa il 60% durante l'intero ciclo di variabilità luminosa: differenza che, giusto per comprenderne l’entità, è notevolmente maggiore del raggio dell'orbita terrestre.
La variabilità di Betelgeuse fu notata per la prima volta dall’astronomo inglese John Herschel nel 1836; nel suo “Outlines of Astronomy”, pubblicato nel 1849, Herschel scrisse "Le variazioni di Alpha Orionis, che furono le più sorprendenti e inequivocabili negli anni 1836-1840, negli anni trascorsi divennero molto meno evidenti". Neanche a farlo apposta, proprio in quell’anno le variazioni di Betelgeuse cominciarono ad aumentare nuovamente in ampiezza e nel dicembre 1852 Herschel pensò che essa fosse "a tutti gli effetti, la stella più grande e più luminosa dell'emisfero settentrionale". Infatti, quando è al massimo, Betelgeuse incrementa la sua luminosità apparente generalmente fino alla magnitudine 0,4, rivaleggiando con la vicina Rigel; nel 1839 e nel 1852, la supergigante rossa venne addirittura descritta “quasi uguale a Capella” (α Aurigae), tra le stelle più luminose della volta celeste. Successivamente, Betelgeuse raggiunse la magnitudine 0,2 nel 1933 e di nuovo nel 1942. E’ probabile che attualmente la stella stia raggiungendo un altro massimo storico, dal momento in cui recentemente è tornata a competere con Rigel (che è di magnitudine apparente 0,12) in termini di luminosità apparente.
Nel grafico qui allegato, redatto con dati AAVSO riferiti alle sole osservazioni visuali (effettuate, cioè, senza l’ausilio di specifici filtri) registrate a cominciare dal 1 gennaio 2023 e fino ad oggi, è possibile notare il picco di luminosità raggiunto nei primi giorni dello scorso maggio, con Betelgeuse attorno alla magnitudine 0 e, in qualche caso, addirittura con magnitudine negativa: per intenderci, con luminosità simile a quella del trio Arcturus (α Bootis), Vega (α Lyrae) e Capella (α Aurigae).
In queste misure, è comunque da tenere conto la difficoltà delle stime indotta dall'avvicinamento del Sole alla zona in cui risiede la stella, sorta di "congiunzione solare" che ha luogo in estate. Tornata visibile prima dell'alba, Betelgeuse sembra quindi seguire un “plateau” che, a ben guardare, sembra però avere una leggera tendenza ad incrementare verso valori prossimi alla magnitudine 0.
Certamente, rendendosi ben visibile in queste serate autunnali ed invernali, l'andamento luminoso di Betelgeuse sarà più facile da tenere d’occhio.
2023 / 10 / 21
A SPASSO SULLA LUNA: GUIDA ALL’OSSERVAZIONE DI MORFOLOGIE E CURIOSITÀ DEL GRANDE SATELLITE
relatore: Ing. Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)
Abstract: formatasi 4,5 miliardi di anni fa, probabilmente non molto tempo dopo la nascita della Terra, la Luna è di vitale importanza nell'aver reso il nostro pianeta come oggi appare. Il nostro satellite naturale, infatti, agisce sulle maree e sulla stabilità dell'asse di rotazione terrestre, controllando in tal modo la durata del giorno e le maree oceaniche. L’influenza della Luna ha indotto un andamento controllato alle maree, che hanno comportato il mescolamento degli oceani, un corretto flusso delle correnti, e soprattutto l’abbassamento del livello del mare, permettendo di volta in volta l’adattamento delle prime forme di vita sulla terraferma. Ancora oggi, la Luna influenza i cicli biologici di ogni forma di vita presente sul pianeta, regolandone il ciclo riproduttivo e i periodi di caccia.
Alla visione telescopica, la superficie della Luna colpisce per la grande diversità di forme e strutture ivi presenti. Catene di montagne, enormi bacini di impatto, crateri piccoli con picchi centrali e senza picchi, enormi fratture, circhi e domi sono caratteristiche morfologiche che raccontano una storia, lunga almeno quanto quella del nostro pianeta, nella quale gli impatti cosmici hanno svolto un ruolo di primaria importanza, ai quali la Luna deve la sua stessa esistenza.
In questa conferenza, l'ing. Alessandro Albanese, esperto di osservazioni e riprese hi-res del nostro satellite naturale ottenute sia attraverso l'ausilio di telescopi che degli orbiter robotici che hanno mappato la superficie selenica, esporrà sia le interessanti caratteristiche delle strutture lunari che curiosità lontane dall'essere note. Partendo dalle teorie relative all'origine della Luna, verranno presentate immagini globali ad alta risoluzione e mappe della superficie alle quali seguirà un approfondimento su caratteristiche dell'orbita lunare e dei conseguenti fenomeni come eclissi e librazioni lunari viste dalla Terra, morfologia superficiale, paesaggi e terreni, cambiamenti di illuminazione della superficie, formazione ed evoluzione della regolite distribuzione dimensione-frequenza dei crateri.
L'appuntamento, tenuto nell'ambito del ciclo didattico "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", coorganizzato tra Comune di Trieste e Centro Studi Astronomici Antares Trieste, verrà tenuto presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste sabato 18 novembre, con inizio alle ore 15.30.
Ingresso libero.

2023 / 10 / 21
GLOBAL METEOR NETWORK - LO STUDIO DELLE METEORE ATTRAVERSO UNO STRUMENTO DI DIMENSIONE PLANETARIA
relatore: Lovro Pavletić (Department of Physics - University of Rijeka (HR), Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka, Centro Studi Astronomici Antares Trieste)
Abstract: il Global Meteor Network (GMN) è un'organizzazione mondiale costituita da astronomi professionisti e non-professionisti con l'obiettivo studiare gli sciami già noti di meteore e di scoprirne altri ancora sconosciuti. A tal fine, il cielo notturno e diurno viene costantemente monitorato attraverso speciali videocamere, solitamente installate in ambienti lontani da aree urbane ad elevato tasso di inquinamento luminoso; i filmati registrati vengono poi analizzati, in modo coordinato tra chi partecipa al progetto, per individuare sia il passaggio di meteore molto luminose, chiamate bolidi, sia per individuare nuovi radianti. GMN è un progetto di citizen-scienze a cui tutti gli interessati possono partecipare, contribuendo così non solo ad una maggiore comprensione delle meteore ma anche alla stessa formazione ed evoluzione del nostro Sistema Solare.
L'astrofisico Lovro Pavletić, che da lunghi anni approfondisce il suo interesse per le meteore, è membro attivo nel progetto GMN nonché uno dei fondatori; nella conferenza, egli esporrà le modalità di installazione telecamere, registrazione, archiviazione dati e collaborazione con astronomi di tutto il modo, mostrando i risultati finora ottenuti da questo innovativo progetto aperto a tutti gli interessati.
L'appuntamento, coorganizzato da Centro Studi Astronomici Antares Trieste e Comune di Trieste nell'ambito del ciclo di incontri "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", è riservato a tutti i curiosi ed appassionati della scienza astronomica e si terrà sabato 21 ottobre, con inizio alle ore 15.30, presso il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (via dei Tominz, 4).
Ingresso gratuito.

2023 / 10 / 02
VIAGGIO VERSO LUNA, PIANETI E STELLE
Evento didattico dedicato all'Astronomia nell'ambito della "Coppa d'Autunno - Barcolana 55" ed inserito nella manifestazione internazionale "Observe the Moon Night", promossa a livello mondiale da NASA.
Cornice della serata astronomica, che inizierà alle ore 21, sarà il prestigioso e storico stabilimento balneare triestino "La Lanterna - Pedocin".
Nel corso dell'evento saranno impiegati telescopi, forniti dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, attraverso i quali il pubblico potrà osservare la Luna e i pianeti giganti Giove, Saturno, Urano e Nettuno nonché oggetti del cielo profondo come sistemi stellari multipli, ammassi di stelle, nebulose e galassie. Le immagini catturate dal vivo dai telescopi verranno proiettate su grande schermo, offrendo così ai presenti la possibilità di approcciarsi alle meraviglie celesti.
Spiegazioni, approfondimenti e curiosità a cura dello staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.
Dove:
Stabilimento balneare "La Lanterna - Pedocin", Molo Fratelli Bandiera, 2 Trieste
Per prenotazioni:
info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it
Ulteriori informazioni:

2023 / 09 / 23
...forse non tutti sanno che le ormai divenute note immagini dei buchi neri di M87 e SgrA* non sono le UNICHE oggi a disposizione della comunità astronomica. Ve ne sono, infatti, altre, che hanno fornito un gran numero di informazioni sulle dinamiche che coinvolgono l’ambiente circostante i supermassicci.
In tale contesto, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste, in collaborazione con il Comune di Trieste e il Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, è lieto di invitare appassionati e curiosi della scienza astronomica al seguente, imperdibile evento facente parte del ciclo didattico "Astronomia - alla scoperta dell'Universo":
sabato 23 settembre, ore 15.30
SULL’ORLO DELL’ABISSO: I BUCHI NERI AD OGGI OSSERVATI DA EVENT HORIZON TELESCOPE E STRUMENTI SIMILI
relatore: Prof. Steno Ferluga (astrofisico, Università degli studi di Trieste)
Abstract: Event Horizon Telescope (EHT) è una serie di otto radiotelescopi che lavorano tutti assieme per formare un telescopio virtuale delle dimensioni della Terra, formando così un interferometro a lunghissima base che sviluppa sensibilità e risoluzione tali da ottenere immagini dirette dell'orizzonte degli eventi dei buchi neri, gli oggetti più estremi dell’Universo, previsti dalla relatività generale di Einstein. Nel 2019 il team di EHT ha pubblicato la prima storica immagine di un buco nero e della sua ombra: quello supermassiccio situato al centro della galassia ellittica gigante M87, lontano ben 55 milioni di anni-luce e dalla massa, davvero spaventosa, pari a 6,5 miliardi di volte quella del Sole!
Lo studio mediante i radiotelescopi sopperisce all'osservazione ottica che è resa difficoltosa da nubi di polveri e gas che circondano il centro delle galassie attive nelle quali risiedono i cosiddetti buchi neri supermassicci; quanto accade al materiale in caduta su questi incredibili oggetti, come stelle e gas, innesca getti di inaudita violenza, rilevabili non solo otticamente ma anche in un ampio spettro di frequenze che vanno dalle onde radio ai raggi gamma. I buchi neri supermassicci sono infatti il motore di galassie attive come quelle di Seyfert e i quasar ma possono svolgere un ruolo rilevante nella dinamica dei sistemi galattici anche in molti altri casi, come mostra la recente scoperta della correlazione tra la massa del buco nero centrale e la dispersione di velocità delle stelle nel bulge di numerose galassie a spirale simili alla nostra Via Lattea. Si ritiene che il buco nero e la sua galassia ospitante possano essersi sviluppati assieme, generalmente in un periodo compreso tra 300 e 800 milioni di anni dopo il Big Bang, passando attraverso la fase di quasar e le sue caratteristiche correlate, sebbene i modelli proposti differiscano sul fatto che sia stato il buco nero a innescare la formazione della galassia o viceversa; ma anche una formazione sequenziale dei due oggetti non è esclusa e la stessa natura della materia oscura, ancora sconosciuta, risulta cruciale nei modelli oggetto di studio.
Nella conferenza dal titolo SULL’ORLO DELL’ABISSO: I BUCHI NERI AD OGGI OSSERVATI DA EVENT HORIZON TELESCOPE E STRUMENTI SIMILI, l’astrofisico Prof. Steno Ferluga (Università degli studi di Trieste) esporrà lo status dell’arte relativamente a quanto oggi è dato da sapere attraverso le stupefacenti immagini riprese non solo dal noto EHT, divenuto mainstream, ma anche da altri strumenti astronomici (VLBA, RadioAstron, ecc.) utilizzati per stanare questi mostri cosmici dall’oscuro abisso in cui risiedono; oltre al primo direttamente ripreso, quello di M87, Ferluga presenterà anche altre immagini di buchi neri meno noti ma non per questo meno interessanti, a partire da quello che governa la nostra stessa galassia, SgrA*.
L'Appuntamento per questo evento interamente dedicato ai buchi neri, imperdibile per ogni appassionato di Astronomia e Astrofisica, è SABATO 23 SETTEMBRE presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (Via dei Tominz, 4 Trieste), con inizio alle ore 15.30.
Ingresso libero, Vi aspettiamo numerosi!

2023 / 08 / 18 -19
GRANDE NOVITA': RITORNA LO "STAR-PARTY DEL FRIULI VENEZIA GIULIA"
Per Informazioni, vai alla pagina dedicata clickando QUI

2023 / 08 / 13
NOTTE DELLE PERSEIDI 2023
Anche quest’anno, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ripropone il classico appuntamento astronomico in occasione del massimo di attività dello sciame meteorico delle Perseidi, le note “lacrime di San Lorenzo” che si rendono visibili in questo periodo.
Quando rocce vaganti nello spazio entrano nell'atmosfera terrestre attratte dalla gravità del nostro pianeta, la pressione dinamica esercitata dall'altissima velocità dei meteoroidi nell'atmosfera comprime quest'ultima in modo spaventosamente violento, portandola a surriscaldarsi e, di conseguenza, a surriscaldare gli stessi oggetti che creano tale pressione: il bruciamento dei meteoroidi crea l'effetto meteora, detta popolarmente "stella cadente", ben visibile ad occhio nudo.
I nostri esperti offriranno al pubblico una spiegazione sulla fisica delle meteore e le conseguenze degli impatti cosmici nella storia del nostro pianeta, cui seguirà un'ampia e dettagliata spiegazione delle costellazioni estive. La serata verrà impreziosita da riprese live del cielo profondo e del pianeta Saturno effettuate con i telescopi e proiettate su schermo gigante. E, soprattutto, lo spettacolo di osservare meteore solcare il cielo stellato sarà garantito dall'assenza della Luna!
La location della serata sarà l'ampia area parcheggio "rose d'inverno", situata lungo la strada Basovizza - San Lorenzo (TS); inizio alle ore 21.
Partecipazione libera per questo imperdibile appuntamento astronomico, quindi...accorrete numerosi!

2023 / 06 / 17
Akademsko astronomsko društvo - Rijeka/Associazione Astronomica Universitaria di Fiume e Centro Studi Astronomici Antares Trieste organizzano una serata astronomica congiunta nell'area del Comune di Lanišće in Ćićarija/Cicerìa (HR).
L'evento è destinato principalmente ai partecipanti del corso introduttivo di astrofotografia organizzato quest'anno da Akademsko astronomsko društvo - Rijeka/Associazione Astronomica Universitaria di Fiume e ai partecipanti del corso di introduzione all'astronomia e alla fotografia astronomica organizzato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste. Tuttavia, astronomi e appassionati del cielo notturno e della natura sono invitati a unirsi a questa osservazione!
L'area della Ćićarija/Cicerìa è specifica in quanto è una delle poche oasi di cieli bui della penisola istriana e sicuramente l'area più buia per osservare il cielo stellato tra Rijeka/Fiume e Trieste.
Il raduno inizia presso il suddetto prato dalle ore 20, e l'osservazione vera e propria inizia non appena si creano le condizioni per essa e può durare tutta la notte fino all'alba. L'area prativa consente l'accesso diretto alle auto dalla strada principale e lo scarico agevole delle strumentazioni astronomiche. La posizione è approssimativamente a metà strada fra Trieste e Rijeka/Fiume e ci vogliono circa 45' da entrambe le città in auto.
Chi avesse il piacere, potrà unirsi portando la sua attrezzatura astronomica e/o fotografica godere della vista dell'oscuro cielo della Ćićarija/Cicerìa!
Per informazioni:
Lovro Pavletic (AAD - Rijeka, Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Coordinamento astronomi non-professionisti Alpe Adria):
info@aad.hr, info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2023 / 05 / 26
A partire dalle dalle ore 21:30 presso il Molo Audace di Trieste sarà possibile osservare dal vivo gli astri nelle profondità del cielo, grazie a un evento nato dalla collaborazione tra il Centro Studi Astronomici Antares Trieste l'Associazione Mare Nordest Trieste, nella 12a edizione della manifestazione che funge da punto di riferimento per le attività legate al mare, alla subacquea, nonché allo studio e al rispetto dell'ambiente marino.
Questa serata sarà interamente dedicata all’Astronomia, con l'osservazione al telescopio delle meraviglie del Cosmo e con riprese fotografiche di alcuni degli oggetti celesti con cui si orientavano gli antichi navigatori, corredate dalle spiegazioni degli esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste.
Fra gli oggetti celesti che saranno oggetto del nostro sguardo ci saranno: sistemi stellari doppi e multipli, Venere; Marte e la Luna fra i corpi del Sistema Solare, costellazioni, ammassi stellari e lontane galassie fra cui M101 con la supernova 2023ixf da poco scoperta.
Vi aspettiamo!

2023 / 05 / 21
Nuovo appuntamento nell'ambito del ciclo "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste:
LA RILEVAZIONE DEI RAGGI GAMMA PER LO STUDIO DI FENOMENI VIOLENTI NELL'UNIVERSO CON IL TELESCOPIO MAGIC
relatore: Dott.ssa Marina Manganaro (Department of Physics - University of Rijeka)
Abstract: l'astrofisica delle alte energie riguarda lo studio delle più estreme condizioni ambientali presenti nell'Universo. Dalle stelle più compatte, con raggio di 10 km, ai buchi neri più grandi, con massa pari a un miliardo di volte quella del nostro Sole, l'astrofisica delle alte energie sonda fino all'estremo limite le leggi della fisica. Il plasma astrofisico, sede dei campi magnetici più intensi, è sottoposto alle collisioni più forti e alle esplosioni più violente; la materia è compressa in stati estremamente densi e portata ad altissime temperature; lo spaziotempo è distorto in prossimità dei buchi neri e le particelle subatomiche sono accelerate fino a energie di alcune decine di joule e oltre. Queste condizioni estreme non possono essere riprodotte nei laboratori realizzati sulla Terra; in tali condizioni limite, tali studi vengono effettuati usando strumenti come iltelescopi MAGIC (MAGIC Atmospheric Gamma ray Imaging Cherenkov telescopes), operativi all' osservatorio del Roque de los Muchachos sull' isola canaria di La Palma, da circa 20 anni sono dedicati allo studio dei raggi gamma molto energetici emessi da diverse sorgenti come nuclei galattici attivi, gamma ray bursts, pulsars, novae, cluster di galassie e supernova remnants. I numerosi risultati ottenuti da questo sistema di telescopi hanno permesso di progredire nella conoscenza del nostro Universo e nell'approfondire molti aspetti della astrofisica delle particelle.
In tale quadro, l'astrofisica Dott.ssa Marina Manganaro, da lunghi anni impegnata nello studio dell'astrofisica delle alte energie, riporterà i risultati più importanti ottenuti in tempi recenti da MAGIC, ponendoli anche in un contesto multibanda e dell'Astronomia multi-messaggera.
L'appuntamento, riservato a curiosi ed appassionati della scienza astronomica, si terrà domenica 21 maggio, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (Via dei Tominz, 4 - Trieste).
Ingresso gratuito.

PROGRAMMA EVENTI MAGGIO 2023: per dare spazio al già avviato "II CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ASTRONOMIA E ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA", nel corrente mese di Maggio il numero degli appuntamenti didattici viene ridotto.
Prosegue il ciclo di appuntamenti "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", che vedrà questo mese l'astrofisica Marina Manganaro (Department of Physics - University of Rijeka, MAGIC) relazionare sull'Universo alle alte energie dei raggi gamma.
Grande novità la collaborazione tra il Centro Studi Astronomici Antares Trieste e l'Associazione Mare Nordest nella 12a edizione dell’importante rassegna che funge da punto di riferimento per le attività legate al mare e alla subacquea. La prima serata, tenuta sul Molo Audace, sarà interamente dedicata all’Astronomia e alle meraviglie del Cosmo con osservazioni al telescopio e riprese fotografiche di alcuni oggetti celesti con cui si orientavano gli antichi navigatori, corredate dalle spiegazioni del Centro Studi Astronomici Antares Trieste. Nel secondo appuntamento, tenuto nell'elegante cornice di Piazza Unità d'Italia, all’interno di percorsi di innovazione sociale promossi dalla Fondazione Pietro Pittini, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme a Università degli Studi di Trieste, Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale e Museo Nazionale dell'Antartide costituirà un Polo scientifico atto all'organizzazione di laboratori e attività per il coinvolgimento diretto di bambini nella comprensione di tematiche ambientali.
Argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.
Per gli interessati ad iscriversi al Centro Studi Astronomici Antares Trieste, per seguire le sempre numerose attività divulgative ed altro ancora:
info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2023 / 04 / 16
Nuovo appuntamento nell'ambito del ciclo "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste:
SPAZIO (4.0): ULTIMA FRONTIERA - DAL NANO AL GIGA
MISSIONI SCIENTIFICHE SPAZIALI NELL'ERA DEL NEW SPACE
relatore: Dott. Fabrizio Fiore (Direttore INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste)
Abstract: oggi come non mai, lo spazio è un’arena globale di sviluppo e confronto economico, militare e scientifico. L’emergere di nuove tecnologie di miniaturizzazione, di nuovi players privati (SpaceX in testa a una lunga lista) e l’affermarsi di nuove potenze spaziali (Cina, India e molte altre) ha letteralmente aperto una nuova era nella conquista dello spazio: quella che gli addetti ai lavori chiamano Spazio 4.0 o New Space. Questa rappresenta l'evoluzione del settore spaziale verso un'era caratterizzata dall'interazione tra governi, settore privato, società e politica.
Nella conferenza, l'astrofisico e Direttore di INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, Fabrizio Fiore, relazionerà di tutto questo utilizzando come esempi astrofisica spaziale abilitata, da un lato, da Nano-missioni di pochi chilogrammi e qualche centinaia di migliaia di dollari e, dall’altro, da Giga-missioni di molte tonnellate e miliardi di dollari come James Webb Space Telescope i rover marziani, le missioni verso asteroidi e comete come Rosetta e DART/LiciaCube.
L'appuntamento, riservato a curiosi ed appassionati, si terrà domenica 16 marzo, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste.
Ingresso gratuito.

2023 / 04 / 15
EVENTO ANNULLATO CAUSA PESSIME PREVISIONI METEO
RIMANDATO A DATA DA DESTINARE
INTERNATIONAL DARK SKY WEEK (IDSW) è un evento annuale tenuto durante il periodo di Luna nuova di Aprile, ideato per sensibilizzare l’attenzione pubblica sul tema dell'inquinamento luminoso che, sempre più, sta togliendo alla vista il più affascinante dei panorami naturali: quello del cielo stellato.
L'inquinamento luminoso, dovuto essenzialmente a sorgenti luminose di origine umana, sta aumentando a livello globale del 9,6% all'anno, minacciando la fauna selvatica (uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne, chirotteri) ed ecosistemi, incidendo negativamente sulla salute umana, sprecando energia, contribuendo al riscaldamento globale e bloccando la vista di stelle, pianeti e galassie.
Al fine di incoraggiare le persone in tutto il mondo a spegnere le luci per godersi il cielo notturno, riconnettendosi ai benefici di un cielo buio e pieno di stelle, imparando a ridurre gli impatti negativi dell'inquinamento luminoso su esseri umani, fauna selvatica ed ecosistemi, negli appuntamenti della IDSW tenuti in tutto il mondo viene presentato ai visitatori questo annoso problema, dando la possibilità di comprendere “sul campo” l’effetto della sparizione delle stelle e della Via Lattea da locations vicine ad aree urbane.
In tale ambito e per la propria attività di divulgazione dell’Astronomia e delle altre materie connesse a questa scienza, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste, aderendo al coordinamento nazionale dell’Unione Astrofili Italiani, promuove l’iniziativa “SPEGNIAMO LA LUCE, RIACCENDIAMO IL BUIO: ITINERARIO A TRE TAPPE, DAL PORTO VECCHIO AL CARSO TRIESTINO, PER COMPRENDERE L’INQUINAMENTO LUMINOSO E RISCOPRIRE IL CIELO STELLATO”.
L’iniziativa, rivolta al pubblico di curiosi ed interessati, consisterà in un mini-tour, guidato dagli esperti dell’Associazione giuliana, strutturato in tre diverse tappe: l’intento, infatti, è quello di portare curiosi ed interessati a sperimentare con i propri occhi il problema dell’inquinamento luminoso.
Partendo dall’area parcheggio antistante il Magazzino 26, in Porto Vecchio, area ad elevato tasso di luci, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste mostrerà le sostanziali differenze nell’osservazione del cielo stellato, percepibili sia ad occhio nudo che attraverso il binocolo e il telescopio: tale strumento verrà utilizzato sugli stessi oggetti del profondo cielo anche nelle due tappe successive, dapprima l’ampia area parcheggio antistante il Santuario di Monte Grisa e, di seguito, l’area parcheggio per l'accesso al monte Lanaro situata alle spalle della frazione di Repen (Comune di Monrupino/Repentabor): situazione, quest'ultima, dalla quale si potrà godere di uno dei panorami celesti tra i migliori in assoluto nella Provincia di Trieste, a causa della quasi totale assenza di luci.
L’appuntamento è fissato per SABATO 15 APRILE 2023 alle ore 21; a seguito dei saluti e di un’esposizione sulla International Dark Sky Week e sull’inquinamento luminoso, al termine del crepuscolo astronomico, che segna l’inizio della notte vera e propria, partiranno le osservazioni astronomiche condotte ad occhio nudo e con il telescopio, strumento che permetterà di mostrare la differenza di aspetto di alcuni oggetti celesti (nebulose, ammassi stellari, galassie) osservati da postazioni diverse con differente grado di inquinamento luminoso.
Partecipazione libera.
Per informazioni: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it, (+39)3401474833

A grande richiesta, il Centro Studi Astronomici Antares Trieste è lieto di proporre, in collaborazione con il Comune di Trieste, la seconda edizione del
"CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ASTRONOMIA E ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA"
Dedicato ad appassionati e curiosi del Cosmo, adulti e ragazzi: riparte il corso organizzato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste.
L'obiettivo del corso è quello di fornire un approccio diretto con il cielo stellato, fornendo i mezzi "chiave" per aprire la propria finestra sul Cosmo: la capacità di comprendere come varia l'aspetto del cielo stellato nel tempo, l'orientamento tra le costellazioni, l'uso di binocoli e telescopi per l'osservazione degli oggetti celesti, sviluppare l'abilità di ricercare pianeti, stelle ed oggetti deep-sky nella volta celeste e, infine, le basi fondamentali della fotografia astronomica, partendo dagli strumenti più semplici. In tutto, 6 lezioni teoriche che avranno quali docenti lo staff di esperti del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, a cui si affiancheranno 3 uscite outdoor (confidando nel meteo favorevole) con telescopi e macchine fotografiche, dove verrà messo in pratica quanto appreso nella teoria.
Il corso verrà tenuto presso la sala Bobi Bazlen del Palazzo Gopcevich, in via Rossini, 4 a Trieste, a partire dal 20 aprile 2023.
>modulo di preiscrizione:
https://www.qrfy.com/zgVBonNMrP
> per informazioni sul corso e sulle nostre attività:
mail: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it
tel: (+39)3292787572 / (+39)3401474833

PROGRAMMA EVENTI APRILE 2023: per dare spazio al II CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ASTRONOMIA E ALLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA, in partenza il 20/4 p.v., il numero degli appuntamenti didattici viene ridotto.
Giunge al terzo appuntamento, avendo riscosso grande successo in termini di presenze ed interesse, la relazione sulla Luna da parte dell'esperto Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Antares Trieste), con descrizione approfondite delle caratteristiche della superficie lunare e dei suoi segreti accompagnate da stupende immagini ad alta risoluzione.
Il mese viene chiuso dalla relazione del Dott. Fabrizio Fiore, Direttore INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, che relazionerà sullo status dell'arte inerente i più violenti fenomeni osservati dell'Universo e delle straordinarie emissioni energetiche rilevate.
Eventi con argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.
Per gli interessati ad iscriversi al Centro Studi Astronomici Antares Trieste, per seguire le sempre numerose attività divulgative ed altro ancora: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2023 / 03 / 26
Secondo appuntamento annuale nell'ambito del ciclo "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste:
MECCANICA QUANTISTICA: UNA SFIDA AL SENSO COMUNE
relatore: Prof. Angelo Bassi (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste)
Abstract: la Meccanica Quantistica descrive la materia in termini di onde. Le onde quantistiche, come tutte le onde, possono diffondere nello spazio e dare luogo a fenomeni di sovrapposizione e interferenza. Poi però, quando vengono osservate, le onde scompaiono e la materia appare solida e compatta come la conosciamo comunemente. Ancora più misteriosamente, le onde quantistiche manifestano correlazioni a distanza che sfidano il senso comune: sono le correlazioni legate al fenomeno dell’entanglement, che non hanno un corrispettivo in fisica classica. Nella conferenza "MECCANICA QUANTISTICA: UNA SFIDA AL SENSO COMUNE", il Prof. Angelo Bassi (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste) presenterà questi concetti spiegando cosa implicano circa la nostra comprensione del mondo fisico.
Angelo Bassi, docente di fisica teorica, modelli e metodi matematici all'Università di Trieste, è uno dei maggiori esperti sulla meccanica quantistica, ai fondamenti della quale dedica le proprie ricerche. Oltre ad essere autore di 150 pubblicazioni su riviste internazionali nonché relatore ad oltre 70 convegni internazionali ed organizzatore di decine di altri, è vincitore e titolare di numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali.
L'appuntamento, riservato a curiosi ed appassionati, si terrà domenica 26 marzo, con inizio alle ore 10.30, presso la Sala Incontri del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste.
Ingresso gratuito.

2023 / 03 / 20
ALLA SCOPERTA DELLA LUNA: INDAGINI E DESCRIZIONI SUL NOSTRO (PIU' GRANDE) SATELLITE NATURALE - 2a parte
relatore: Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)
Abstract: alla visione telescopica, la superficie della Luna colpisce per la grande diversità di forme e strutture ivi presenti. Catene di montagne, enormi bacini di impatto, crateri piccoli con picchi centrali e senza picchi, enormi fratture, circhi e domi sono caratteristiche morfologiche che raccontano una storia, lunga almeno quanto quella del nostro pianeta, nella quale gli impatti cosmici hanno svolto un ruolo di primaria importanza, ai quali la Luna deve la sua stessa esistenza.
In questa conferenza, parte di una serie dedicata alla Luna, l'ing. Alessandro Albanese, esperto di osservazioni e riprese hi-res del nostro satellite naturale ottenute sia attraverso l'ausilio di telescopi che degli orbiter robotici che hanno mappato la superficie selenica, espone le interessanti caratteristiche delle strutture lunari assieme a molte curiosità e segreti.
L'appuntamento, tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, si terrà presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino)

2023 / 03 / 13
INTRODUZIONE ALL'ELABORAZIONE DI IMMAGINI DIGITALI ATTRAVERSO IL SOFTWARE PIXINSIGHT - 2a parte
relatore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)
Canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste; appuntamento riservato ai soli soci
Abstract: quello della fotografia astronomica è un mondo in continua evoluzione: nell'era del digitale il progredire delle tecniche di ripresa ed elaborazione consente a chiunque voglia dilettarsi, o essere partecipe nella ricerca astronomica, di ottenere risultati di considerevole importanza. Il mercato oggi propone sia montature che stanno divenendo sempre più alla portata di tutti che ottiche di ottima fattura e sensori e filtri sempre più efficienti, consentendo di ottenere ottimi risultati sia per riprese a largo campo che a lunga focale. La post-produzione però è ancora un tabù per molti, dove l'aumento di potenzialità nella resa del prodotto finale è proporzionale alle sempre più numerose funzioni disponibili che danno non poca difficoltà a chi si avvicina all'astrofotografia.
Per mostrare le grandi potenzialità del noto software Pixinsight, largamente usato dagli astrofotografi per l'acquisizione delle immagini astronomiche, l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) relazionerà in diretta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Lunedì 13 Marzo 2023 a partire dalle ore 21.
Appuntamento assolutamente da non perdere per gli appassionati di fotografia
astronomica!

2023 / 03 / 06
Nuovo appuntamento tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino):
ASTROLIGHTS: ALLA SCOPERTA DELLE STELLE PIU' LUMINOSE DEL CIELO NOTTURNO PER COMPRENDERE IL COSMO - 1a parte
relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)
Abstract: lo studio delle stelle perpetra da migliaia di anni. Per molte culture diffuse sul globo, questi punti di differente luminosità stagliati sulla volta celeste sono stati intesi quali metafore di costanza, a differenza di tutto il resto che si muove e cambia. L’astronomia ha dimostrato come anche le stelle, in realtà, cambiano, e su scale temporali diverse, che vanno da qualche ora a periodi molto più lunghi rispetto alla stessa storia umana. Globi di plasma incandescente, le stelle emettono energia, sotto forma di luce e calore; nascono, evolvono e muoiono ma hanno il potere di influenza la chimica e la struttura dell’ambiente loro circostante e, su scala maggiore, anche le abbondanze chimiche dei sistemi galattici in cui sono ospitate. I problemi classici dell'astrofisica quali la struttura e l'evoluzione delle stelle, sono stati affrontati acquisendo le proprietà astrometriche e spettroscopiche delle stelle nonostante la loro enorme distanza dal Sistema Solare, che sfugge a qualunque tentativo di immaginazione umana. La nostra conoscenza sull’affascinante ed intricato Universo è partita proprio dallo studio degli oggetti che più di ogni altro lo rappresentano: le stelle più luminose nella volta celeste, quelle visibili ad occhio nudo.
Nel corso di questa trattazione, Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, esporrà le storie e le affascinanti caratteristiche fisiche di una corposa selezione di tali stelle. Appuntamento riservato ai soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e Club Alpinistico Triestino.
Conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e Club Alpinistico Triestino

PROGRAMMA EVENTI DIDATTICI MARZO 2023: continuano i sempre numerosi appuntamenti che spaziano ad ampio spettro sulle mille sfaccettature dell'Universo
La rassegna parte con il nuovo ciclo "Astrolights: alla scoperta delle stelle più luminose del cielo notturni per comprendere il Cosmo", nella quale Stefano Schirinzi (Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste) esporrà peculiarità, misteri e fisiche di alcune salienti stelle visibili ad occhio nudo.
Il secondo appuntamento vedrà nuovamente l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) approfondire le tecniche di elaborazione di immagini astronomiche attraverso il noto software Pixinsight.
Nel terzo appuntamento, Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) continua la descrizione approfondita delle caratteristiche della superficie lunare.
Chiude il mese uno sguardo sull'infinitamente piccolo attraverso la meccanica quantistica e le sue bizzarre conseguenze con la graditissima relazione del Prof. Angelo Bassi (Dipartimento di Fisica - Università degli Studi di Trieste).
Eventi con argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.
Info iscrizioni: info@centrostudiastronomici-antares-trieste.it

2023 / 02 / 26
Riparte il ciclo di appuntamenti didattici "Astronomia - alla scoperta dell'Universo", promosso dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste assieme al Comune di Trieste e al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste:
Domenica 26 Febbraio 2023, ore 10
LUCI E OMBRE SULLA MATERIA OSCURA
relatore: Paolo Salucci (S.I.S.S.A. Trieste)
Abstract: anche se la curiosità e l’intelletto umano spingono sempre più la scienza ad avanzare con deduzioni e nuove scoperte che si avvalgono dell’uso di tecnologie sempre più avanzate, la nostra conoscenza dell’Universo è ben lontana dall’essere completa. Ad ogni scala, da quella caratteristica delle galassie nane e fino a quella che ingloba tutto l'Universo, emerge un fenomeno misterioso ancora non spiegato dai Cosmologi, Fisici ed Astrofisici. Su queste scale, infatti, si è scoperto che, in una quantità da 7 a 70.000 volte maggiore di quella della materia ordinaria, composta da atomi, è presente una componente formata da particelle elementari, mai rivelate in esperimenti di laboratorio, la cui natura rimane ancora sconosciuta. Queste particelle sono soggette alla forza di gravità, ma non emettono radiazione, ponendosi così al di fuori del Modello Standard delle particelle elementari. A complicare il quadro teorico-osservativo, queste particelle sembrano interagire con protoni, neutroni, elettroni e fotoni attraverso una nuova legge della fisica e/o nuovi processi fisici. Di estrema importanza il fatto che la natura di questa particella oscura risulta ancora più complessa di tutte quelle proposte finora, corrispondenti alle più immediate possibilità oltre il modello standard.
Nella conferenza dal titolo “LUCI E OMBRE SULLA MATERIA OSCURA” - evento inserito nel ciclo “Astronomia - alla scoperta dell’Universo”, coorganizzato da Comune di Trieste e Centro Studi Astronomici Antares Trieste - il cosmologo Paolo Salucci (S.I.S.S.A. Trieste) esporrà quanto oggi noto sulla materia oscura, sulla cui natura sappiamo poco o nulla, per non contare quanto le implicazioni di questa allontanerebbero la concezione dell’Universo oggi acquisita.
Appuntamento presso l'elegante Sala Incontri del Civico Museo di Storia Naturale di Trieste (via dei Tominz, 4), domenica 26 Febbraio con inizio alle ore 10.
Ingresso gratuito

2023 / 02 / 20
Nuovo appuntamento tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino):
ALLA SCOPERTA DELLA LUNA: INDAGINI E DESCRIZIONI SUL NOSTRO (PIU' GRANDE) SATELLITE NATURALE - 1a parte
relatore: Alessandro Albanese (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste)
Abstract: alla visione telescopica, la superficie della Luna colpisce per la grande diversità di forme e strutture ivi presenti. Catene di montagne, enormi bacini di impatto, crateri piccoli con picchi centrali e senza picchi, enormi fratture, circhi e domi sono caratteristiche morfologiche che raccontano una storia, lunga almeno quanto quella del nostro pianeta, nella quale gli impatti cosmici hanno svolto un ruolo di primaria importanza, ai quali la Luna deve la sua stessa esistenza.
In questa conferenza, prima di una serie dedicata alla Luna, l'ing. Alessandro Albanese, esperto di osservazioni e riprese hi-res del nostro satellite naturale ottenute sia attraverso l'ausilio di telescopi che degli orbiter robotici che hanno mappato la superficie selenica, esponendo le interessanti caratteristiche delle strutture lunari assieme a molte curiosità e segreti.

2023 / 02 / 13
POLVERI CIRCUMSTELLARI E VARIABILI PULSANTI DI TIPO MIRA
Relatore: Lovro Pavletić (Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka)
Abstract: la polvere circumstellare è una componente importante del mezzo circumstellare che domina lo spettro infrarosso. Determinarne le proprietà è essenziale per comprendere l'evoluzione stellare e l'interazione dell'ambiente stellare con la sua atmosfera. Le stelle binarie simbiotiche con una componente Mira fredda sono caratterizzate dalla presenza di una notevole quantità di polvere e dalla comparsa di intervalli di oscuramento nel vicino IR. L'astrofisico Lovro Pavletic relazionerà sui metodi utilizzati per determinare il periodi di pulsazione e di variazione fotometrica di alcune di queste particolari stelle variabili situate in sistemi binari nei quali sono presenti stelle compatte come le nane bianche.
Appuntamento sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, Lunedì 13 febbraio 2023 con inizio alle ore 21,
N.B.: conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste

2023 / 02 / 06
Nuovo appuntamento tenuto in collaborazione con il Club Alpinistico Triestino, presso la sede di via Raffaele Abro, 5/A (ingresso lato giardino):
VISITATORI DALLO SPAZIO PROFONDO: LE COMETE E I LORO MISTERI
relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Astronomici Trieste, Akademsko Astronomsko Društvo Rijeka)
Abstract: come spesso accade, anche il recente passaggio ravvicinato della cometa C/2022 E3 (ZTF) ha portato i media a rendere popolare questi corpi minori del Sistema Solare. Temute in antichità per la loro veloce apparizione nei cieli, la comunità astronomica ritiene che le comete rappresentino i residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui si formò il Sistema Solare. La ricerca condotta a distanza con le osservazioni telescopiche e spettroscopiche prima e, in seguito, con sonde robotiche messe non solo in orbita attorno ai loro nuclei ma addirittura fatte atterrare al di sopra, hanno rilevato una natura molto più complessa di ciò che, fino a non molto tempo fa, era ritenuto non più di una "palla di neve sporca". Ancora oggi, l'apparizione di "grandi comete" e di comete più modeste suscita sempre emozione e grande interesse nella comunità astronomica.
In questa conferenza dedicata questi piccoli ma importanti "cugini", il Presidente Centro Studi Astronomici Antares Trieste Stefano Schirinzi presenterà non solo le recenti immagini della cometa C/2022 E3 (ZTF), nota come "cometa di Neanderthal", ma anche quelle di altre comete che si sono rese importanti per essere state oggetto di studi, anche "in loco", come la 67P/Churyumov-Gerasimenko, visitata dalla sonda robotica Rosetta e dal lander Philae, le cui analisi e straordinarie immagini riprese hanno dato nuova faccia alle interessanti caratteristiche delle comete tra le quali la presenza di composti organici.

PROGRAMMA EVENTI FEBBRAIO 2023: ecco il nuovo programma degli appuntamenti didattici del Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell'Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste per questo nuovo mese di Febbraio.
Continua la proficua collaborazione con il Club Alpinistico Triestino e ripartono gli appuntamenti aperti al pubblico tenuti al Civico Museo di Storia Naturale di Trieste, nella nuova collocazione della domenica mattina.
Eventi con argomenti sempre di grande attualità nell'ampio spettro della scienza astronomica, adatti a curiosi, neofiti ed esperti.

2023 / 01 / 23
ESOPIANETI: LA RICERCA DI NUOVI MONDI AL DI FUORI DEL SISTEMA SOLARE
relatore: Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)
Abstract: il campo di ricerca degli esopianeti è nato all'inizio degli anni '90, quindi esiste da soli 30 anni. In questo breve lasso di tempo sono stati fatti progressi tecnologici incredibili e lo dimostra il fatto che il numero di esopianeti confermati continua a crescere esponenzialmente fin dal primo giorno. Esiste una grande varietà fra gli esopianeti: abbiamo imparato a conoscere corpi che nel nostro Sistema Solare mancano, come giganti gassosi vicinissimi alla propria stella madre, o pianeti rocciosi grandi svariate volte la Terra. Sono stati trovati pianeti con atmosfera ed altri senza, alcuni con composizioni chimiche simili a quella terrestre ed altri ancora talmente strani la cui natura sarebbe sfuggita ad ad ogni immaginazione: l'unico limite, appunto, è la fantasia.
In questa seconda conferenza dedicata ai pianeti extra-solari, l'astrofisico Marco Margini (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) approfondirà la complessità di questo campo di ricerca usando un linguaggio adatto a tutti, esponendo i metodi usati al giorno d'oggi per scovare gli esopianeti: alcuni semplici, altri più ingegnosi. Nella presentazione, verrà esposta una carrellata di sistemi planetari fra i più interessanti e particolari tra quelli ad oggi scoperti, tra cui Trappist-1 e Proxima Centauri b.
La conferenza è riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Club Alpinistico Triestino

2023 / 01 / 16
INTRODUZIONE AL SOFTWARE PIXINSIGHT - PARTE 1: TUTORIAL BASE
Relatore: Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)
Abstract: quello della fotografia astronomica è un mondo in continua evoluzione: nell'era del digitale il progredire delle tecniche di ripresa ed elaborazione consente a chiunque voglia dilettarsi, o essere partecipe nella ricerca astronomica, di ottenere risultati di considerevole importanza. Il mercato oggi propone sia montature che stanno divenendo sempre più alla portata di tutti che ottiche di ottima fattura e sensori e filtri sempre più efficienti, consentendo di ottenere ottimi risultati sia per riprese a largo campo che a lunga focale. La post-produzione però è ancora un tabù per molti, dove l'aumento di potenzialità nella resa del prodotto finale è proporzionale alle sempre più numerose funzioni disponibili che danno non poca difficoltà a chi si avvicina all'astrofotografia.
Per mostrare le grandi potenzialità del noto software Pixinsight, largamente usato dagli astrofotografi per l'acquisizione delle immagini astronomiche, l'esperto fotografo Aleš Ferluga (Centro Studi Astronomici Antares Trieste) relazionerà in diretta sul canale Skype del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Lunedì 16 gennaio 2023 a partire dalle ore 21.
Appuntamento assolutamente da non perdere per gli appassionati di fotografia astronomica!
N.B.: conferenza riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste

2023 / 01 / 09
LA NUOVA VISIONE DEL COSMO NELL’INFRAROSSO: VIAGGIO TRA LE STRAORDINARIE IMMAGINI DI JAMES WEBB SPACE TELESCOPE
relatore: Stefano Schirinzi (Centro Studi Astronomici Antares Trieste)
sede Club Alpinistico Triestino (via Raffaele Abro, 5/A, lato giardino)
Abstract: il James Webb Space Telescope (NASA/CSA/ESA) è un grande telescopio dallo specchio di 6,5 metri che osserva il Cosmo nel vicino e medio infrarosso. Posto nel secondo punto lagrangiano, in equilibrio gravitazionale tra la Terra e il Sole, JWST è impiegato per lo studio di segnali estremamente deboli provenienti da ogni epoca dell’Universo conosciuto: dai primi bagliori luminosi dopo il Big Bang alla formazione di sistemi solari in grado di sostenere la vita su esopianeti, all'evoluzione del nostro stesso Sistema Solare. Diverse tecnologie innovative sono state sviluppate per questo telescopio spaziale: tra queste, uno specchio primario composto da 18 segmenti separati che si aprono e si adattano alla forma dopo il lancio, un parasole a cinque strati delle dimensioni di un campo da tennis capace di attenuare di un milione di volte il calore solare nonché uno strumento (NIRSpec) che dispone di microotturatori programmabili atti a consentire l'osservazione simultanea di 100 diversi oggetti.
Nella presentazione tenuta da Stefano Schirinzi, Presidente del Centro Studi Astronomici Antares Trieste, verranno esposte le meravigliose immagini di nebulose, galassie, sistemi stellari in formazione, esopianeti ad oggi riprese dal telescopio spaziale.
La conferenza è riservata ai soli soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste Club Alpinistico Triestino

GRANDE NOVITA': con l’inizio del 2023, la proficua collaborazione con il Club Alpinistico Triestino porta il Centro Studi Astronomici Antares Trieste - Delegazione dell’Unione Astrofili Italiani per la Provincia di Trieste ad un grande traguardo: parte delle numerose attività didattiche promosse dall’Associazione saranno ospitate nella prestigiosa sede del Club Alpinistico Triestino (sita in via Raffaele Abro, 5/A, lato giardino, a Trieste), che ringraziamo di cuore per l'ospitalità. La collaborazione fa la forza!
A lato, la locandina degli appuntamenti relativi al mese di Gennaio, riservati ai soli Soci delle due Associazioni.
Che aspettate? Iscrivetevi! ✨👍
Per informazioni:


